crasapeIl piatto per eccellenza di Cleulis e certamente il più conosciuto è quello dei cjalsons (specie di ravioli ripieni); cibo un tempo consumato solamente nelle grandi festività, in primis quella di san Osvaldo e alla Madonna della Salute. Ma cosa mangiavano i nostri nonni? Oggi che si riscoprono la genuinità e la semplicità dei prodotti, ci piace qui ricordarne alcuni, anche prendendo spunto da una poesia scritta da Ferdinando Primus Crovat tanto tempo fa (in allegato in fondo alla pagina). L’ode manca di un piatto, anche questo tipico dei nostri paesi, anch’esso famoso e divenuto di gran moda: il frico di patate, ma a questo piatto Ferdinando aveva dedicato altri versi.

MESTA – polentina morbida su cui si versava la battuta (quel che restava del latte dopo che si era fatto il burro) o che veniva variamente condita

ONT – burro cotto, fatto bollire e filtrato per poterlo conservare a lungo nei vasi di pietra appositi (piera dal ont)

JOTA DI CAVOCE – minestra povera fatta con zucca pestata e cotta con fagioli, latte e farina gialla

‘SÛF – farinata, miscuglio molle di farina e latte o acqua bolliti insieme

‘SÛF DI POMULA – succo denso prodotto con le bacche del sambuco, mescolate con latte o burro e farina

BRÛT BRUSÂT – burro e farina fatti rosolare insieme, aggiungendo poi latte e acqua calda

MULAS – sangue caldo di maiale messo a bollire con latte e farina, quindi versato in un budello, fatto bollire e mangiato a fette

CRAUT CU LA TRIDE – crauti fatti bollire con ossa di maiale (crasapa) e quindi versati nel soffritto composto da cipolla, aglio, farina e lardo

FARFULA – farina mescolata al latte

I nostri piatti di un tempo

 

 

 

 

 

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