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La Chiesa di san Osvaldo Re

La Chiesa di san Osvaldo Re

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A Cleulis la costruzione della prima chiesetta dedicata a san Osvaldo [*] è iniziata durante l’estate del 1600. Si trattava di una cappella sufficiente a raccogliere una cinquantina di cleuliani che allora abitavano attorno alla sorgente che ancora oggi scorre all’interno dell’abitato. Nel 1740 un incendio [1] la devastò e con grande fatica gli abitanti la resero di nuovo funzionale. Nel 1795 giunse un cappellano stabile che aveva anche il compito pure di maestro in una piccola scuola che raccoglieva soprattutto i maschietti della piccola frazione. Allora Cleulis contava meno di 200 abitanti. Un piccolo campanile [2] doveva esserci già nel 1806, quando Giacomo Mussinano, commerciante di Paluzza in Baviera fece arrivare le prime 2 campanelle [3]; tuttavia l’attuale campanile (oggi un po’ modificato nella cuspide) fu costruito, assieme alla sacrestia nel 1846 dal cappellano di allora don Gonano da Pesariis. Nel 1887, quando Cleulis contava ormai quasi 600 abitanti, il sacrestano di allora Paolo Bellina (1849-1909) si adoperò per il suo ampliamento, che doveva accogliere i 600 abitanti di quel tempo e che dunque oggi é più che sufficiente.

Del 1985 sono le due grandi tele a lato dell’altar maggiore rappresentanti due temi di rilevante interesse storico-culturale: le portatrici carniche e la partenza dell’emigrante.

Una serie di rimaneggiamenti ha poi interessato il sagrato dell’edificio, di cui è stata rifatta la recinzione e in cui sono stati inseriti il monumento ai caduti delle guerre mondiali e quello dei donatori.

Del 2011 l’ultimo grande restauro degli interni e arredi dell’edificio ecclesiastico, con il re-inserimento del pulpito in legno del 1933, il rifacimento delle cantorie[4], degli intonaci, il restauro della pala [5] sull’altar maggiore, la manutenzione dell’impianto elettrico e la sostituzione dell’organo.

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Interno

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