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Raut – Val Castellana e ritorno

Raut – Val Castellana e ritorno

 

Partenza: località Raut

Tempo di percorrenza: ore 1.00 circa

Lunghezza: km 1,800 circa

Dislivello: 200 m

Difficoltà: percorso con tratti di accentuata pendenza

Punto di partenza è località Raut, raggiungibile prendendo via Sant’Osvaldo, oltrepassando la chiesa e , al primo bivio, svoltando a sinistra su una comoda strada asfaltata. Proseguiamo per un buon tratto godendo del panorama che il percorso offre sul paese. Giungiamo in Cuel das Cidulas, località identificabile da una piccola ancona posta sul lato destro della strada; di faccia alcuni fienili ristrutturati e un ampio spiazzo falciato (località Rincincon).Continuiamo sempre diritti per giungere in un’ampia radura punteggiata da diversi stavoli e chalet, seguiamo sempre la strada asfaltata, lasciando sulla sinistra il bivio che indica località Ramazzaso, fino a raggiungere a una minuscola piazzola di sosta dove la strada finisce e dobbiamo prendere il sentiero che si inerpica verso il bosco.  Il percorso, che si snoda tra i latifoglie, diviene ora più ripido e impegnativo, tanto da aver preso il nome di il calvari (il Calvario). ricordiamo che questo tragitto non molti decenni fa veniva percorso con slitte (louza) per il trasporto del fieno e del legname a valle, inoltre Val Castellana era una malga e di qui passavano anche gli animali che vi si recavano. Proseguendo si incontrano alcuni fienili che ci segnalano i luoghi che oltrepassiamo: Palût e Prà Piçul. Tra le due località due rigagnoli di acqua identificano la località Fontanas. Il sentiero si snoda sempre ben visibile ma, soprattutto durante la stagione autunnale, si invita a prestare attenzione al fondo reso scivoloso dal fogliame (frindei). Ancora visibile, anche se oramai in abbandono, lo stavolo di Prafermous, a indicare l’ultimo tratto prima di arrivare nella spiazzo di Val Castellana. Qui la vegetazione arborea cede il passo ad un ampio spiazzo. Proseguendo in linea retta verso il Monte Zoufplan si giunge a quel che resta dell’antica casera e delle logge per le capre. Chi volesse può proseguire e prendere la strada ancora lastricata che porta in Zoufplan. Da notare che la zona, durante la Grande Guerra, aveva conosciuto un intenso lavorio militare con lo sviluppo della strada, scavo di grotte e trinceramenti. Di quassù infatti si dominava la vallata, ancor di più allora, per la mancanza di vegetazione.

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