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Particolari

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I murales di Cleulis alto (opere di M. Romano)

Affresco posto sulla facciata ad est di una stalla-fienile in via Postetto, località Somlavila. Quest’opera rappresenta il periodo post-bellico della seconda guerra mondiale allorquando i ragazzini del paese di Cleulis e non solo si adoperavano per andare al pascolo con il trop das cjaras (branco di capre) durante la stagione primaverile (aprile-maggio-metà giugno) e autunnale (settembre-ottobre) dopo la transumanza degli armenti.

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Il dipinto sempre opera del sig. Romano, posto sulla facciata nord di testa delle stalle a schiera in Plan da stali, località Somlavila, è visibile ad una distanza ragguardevole da via Raut. Rappresenta la vita contadina della donna carnica in generale; delle nostre nonne e mamme di Cleulis quando dovevano, essendo il capofamiglia lontano per lavoro, badare ai figli, alla casa, alla stalla e a tutti i lavori dei campi e dei prati. Lavori pesanti ed impegnativi per una donna ma che con sacrifici e tanto sudore venivano svolti per amore della famiglia. A sinistra di chi osserva il grande affresco sono raffigurati: il zei (il gerlo), la falç (la falce), il riscjel (il rastrello), il codâr (corno per la cote), la cout (cote) e i saulins (corde per legare il fascio di fieno). A destra di chi osserva il grande affresco sono raffigurati: la louze dal fen (slitta per il trasporto del fieno), la refa (altra tipologia di gerlo) e i gris. Tutti questi sono gli “strumenti” di lavoro usati dalla donna carnica nella campagna.

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Affresco posto sulla facciata a sud (versante Maina dal Tuc) di una casa  sita in località Somlavila nella frazione di Cleulis. Rappresenta la parabola del buon Samaritano. Questa parabola e di conseguenza il dipinto risponde chiaramente alla domanda “chi è il mio prossimo?”.

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Il murales si trova sulla facciata a sud versante lavataio. Raffigura l’ultimo casaro in servizio, Olivo Puntel “Reit” nella cucina della latteria, rimasta in funzione fino al 1973. Rappresenta Olivo al lavoro con la “chitarra”, presso una delle due caldaie cjalderies (caldaie) tuttora esistenti. Il momento è quello della rottura della cagliata, da cui si ricava il formaggio che poi viene collocato sul tabio (tavolo munito di sgocciolatoio).

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Il murales si trova sulla facciata a nord di un ex fienile via par Cjamplunc. Il proprietario dello stavolo ha voluto omaggiare con questo affresco la mamma rientra, dopo lo sfalcio di un prato, lungo la strada par Cjvilugn. Questo ritratto narra la vita contadina che le nostre compaesane hanno fatto e fanno tutt’ora.

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Questo murales si trova in cortile privato, ma dalla piazzetta di Placcis, appena prima di entrarvi, volgendo a destra lo sguardo (per chi arriva da via Sant’Osvaldo) è ben visibile. Rappresenta una coppia di rondini che danno da mangiare ai propri rondinini con sullo sfondo le montagne e dei variopinti fiori di montagna. Il tutto è incorniciato dai versi della canzone: das sisilis la alegrie e dai usignoi la vous vorès vei par cjantâ simpri o Madone il to splendôr (vorrei avere l’allegria delle rondini e il canto degli usignoli per potere oh Madonna celebrare sempre il Tuo splendore).

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Il lavatoio e l’abbeveratoio

 Lavatoio vecjo

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